Raccolta di Tecnologie e competenze ENEA
Tecnologie microbiche per il biorisanamento di matrici inquinate
Il biorisanamento è una strategia avanzata per rimuovere o immobilizzare metalli pesanti, radionuclidi e degradare inquinanti complessi come idrocarburi, PCB, pesticidi e PFAS. È ideale per suoli contaminati, falde e acque esposte, dove le tecniche tradizionali sono costose e invasive. Tra le soluzioni più promettenti vi è il fitorisanamento assistito, che combina piante e microrganismi. Questa tecnologia riduce costi e impatti ambientali, favorendo sostenibilità e recupero di risorse in linea con la bioeconomia
Crescita e degradazione di idrocarburi del petrolio in mezzo di coltura liquido e solido
Gabbie flottanti per il fitorimedio assistito nel Rio Naracauli (Sardegna) contaminato da metalli
Settori applicativi
Problema da risolvere
Suoli, acque e sedimenti contaminati da metalli pesanti, composti organici persistenti e residui industriali rappresentano non solo un rischio per gli ecosistemi, ma anche una perdita di risorse preziose. Le tecniche tradizionali di bonifica, basate su interventi chimico-fisici, sono spesso invasive, costose e generano grandi quantità di scarti, contribuendo ulteriormente al consumo di suolo e acqua.Il biorisanamento consente di recuperare queste risorse e restituirle in condizioni ottimali di funzionalità, riducendo l'impatto ambientale e favorendo la sostenibilità. Un aspetto strategico è la possibilità di recuperare materie prime critiche da scarti minerari, fanghi rossi e rifiuti elettronici (RAEE), trasformando ciò che oggi è considerato un problema in una risorsa per l'economia circolare. In questo modo si promuove un approccio innovativo che coniuga bonifica, valorizzazione dei materiali e tutela degli ecosistemi
Descrizione
Il biorisanamento si configura come una strategia avanzata per affrontare la contaminazione ambientale, grazie alla capacità di rimuovere o immobilizzare metalli pesantie radionuclidi, e degradare inquinanti organici complessi, come idrocarburi del petrolio (TPH), idrocarburi policiclici aromatici (IPA), bifenili policlorurati (PCB),pesticidi e inquinanti emergenti (PFAS, antibiotici,ecc.). Questo approccio è particolarmente indicato per interventi su vaste aree, suoli contaminati o falde superficiali, e per la bonifica di acque esposte, dove le tecniche tradizionali risultano spesso costose e invasive. Un aspetto promettente è la possibilità di combinare due strategie complementari: la phytoremediation, che sfrutta la capacità delle piante di assorbire e stabilizzare contaminanti, e la bioaugmentation con batteri promotori della crescita vegetale, dando vita al cosiddetto fitorisanamento assistito. Questa sinergia si rivela particolarmente efficace in contesti degradati caratterizzati da criticità multiple, come la sterilità del suolo, la presenza di diverse tipologie di inquinanti, l'ampia estensione delle aree coinvolte e la necessità di gestire correttamente la biomassa vegetale, potenzialmente ricca di contaminanti. Grazie a queste soluzioni, il biorisanamento non solo riduce l'impatto ambientale e i costi di bonifica, ma promuove un approccio sostenibile e circolare, in linea con i principi della bioeconomia. Si tratta di una tecnologia che coniuga efficacia, rispetto per gli ecosistemi e innovazione, aprendo nuove prospettive per la gestione delle emergenze ambientali
Aspetti innovativi e vantaggi
- Circolarità
- Sostenibilità ambientale
Maturità tecnologica 7
Punti di forza
- Costo
- Rilevanza sociale/economica
- Contenuto normativo/regolatore
- Efficienza/rendimento/prestazioni
- Innovazione
Possibili applicazioni
- Biorisanamento
- recupero materie prime da RAEE
- suoli e acque contaminati
Gruppo di ricerca coinvolto
Data di aggiornamento
29-01-2026
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