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Metodo di estrazione della torularodina mediante CO2

Il brevetto prevede un'estrazione con CO2 supercritica in due fasi successive; nella prima, con l'utilizzo di CO2 pura, si estraggono tutti i carotenoidi presenti nella matrice di lieviti rossi ad eccezione della Torularodina, nella seconda la matrice residuale viene sottoposta ad un'ulteriore estrazione con CO2 addizionata di etanolo permettendo il recupero della Torularodina.

Coltura di lievito rosso in bioreattore

Coltura di lievito rosso in bioreattore

Impianto scala banco CO2-SFE

Impianto scala banco CO2-SFE

Settori applicativi

Agro-foodScienze della vita e applicazioni per la saluteTecnologie per l'ambiente e l'economia circolare

Problema da risolvere

Le tecniche di estrazione e separazione dei carotenoidi naturali da diverse matrici generalmente prevedono l'impiego di solventi organici potenzialmente nocivi ed altamente infiammabili con produzione di rifiuti di difficile gestione. La tecnologia proposta permette di ottenere un estratto privo di residui di solventi, evita il ricorso a tecniche separative cromatografiche, non danneggia le molecole termolabili, è facilmente trasferibile su larga scala e minimizza la produzione di scarti, risultando un processo eco-friendly. Per l'ottenimento di carotenoidi naturali il brevetto prevede come risorsa biologica l'impiego di lieviti rossi, che a differenza delle piante non presentano limiti dovuti alla stagionalità. Inoltre, in un'ottica della bioeconomia circolare, i lieviti rossi possono essere allevati su terreni di crescita derivanti da scarti agro-alimentari.

Descrizione

Per la produzione di Torularodina, generalmente, i lieviti rossi vengono allevati all'interno di bioreattori su substrati liquidi sintetici oppure utilizzando scarti agroindustriali e successivamente le cellule di lievito vengono lisate e sottoposte al metodo di estrazione con CO2 in condizioni supercritiche, oggetto del brevetto. Il processo di estrazione della Torularodina da biomassa è caratterizzato da due fasi. Nella prima fase la biomassa secca di cellule lisate di microorganismi è sottoposta all'azione estrattiva della CO2 come unico solvente, ottenendo un estratto ricco di carotenoidi apolari senza traccia di solventi residui. Nella seconda fase la biomassa residua, ottenuta dalla prima fase di estrazione, è sottoposta all'azione estrattiva della CO2 unitamente ad un co-solvente polare, consentendo di ottenere un estratto in cui la Torularodina rappresenta circa il 95% del totale di carotenoidi.

Aspetti innovativi e vantaggi

  • Evita residui di solventi negli estratti e il ricorso a tecniche separative cromatografiche
  • Non prevede l’uso di solventi tossici
  • Preserva le proprietà biologiche degli estratti
  • Procedimento rispettoso dell'ambiente e sicuro
  • Processo semplice e facilmente scalabile

Maturità tecnologica 4

TRL

Punti di forza

  • Costo
  • Rilevanza sociale/economica
  • Contenuto normativo/regolatore

Possibili applicazioni

  • Alimentare: sviluppo e formulazione di nuovi additivi
  • Cosmetico
  • Farmaceutico
  • Nutraceutico

Gruppo di ricerca coinvolto

Larocca Vincenzo SSPT-AGROS-BIOEC ;Ambrico Alfredo SSPT-AGROS-BIOEC ;Balducchi Roberto SSPT-AGROS-BIOEC ;Magarelli Rosaria Alessandra SSPT-AGROS-BIOEC ;Martino Maria SSPT-AGROS-BIOEC ;Spagnoletta Anna SSPT-AGROS-BIOEC ;Trupo Mario SSPT-AGROS-BIOEC

Brevetto disponibile per il licensing

Disponibile per una licenza esclusiva

Data di aggiornamento

04-06-2025

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Metodo di estrazione della torularodina mediante CO2